le macchie di Rorschach
dallo psicologo:
“dottore, non riesco più a chiudere occhio. Si vota proprio adesso che l’ Italia stava riuscendo ad acquisire un po’ di credibilità a livello internazione… voglio dire, la missione in Libano, la moratoria universale sulle esecuzioni della pena di morte…”
Lo psicologo mi interrompe ricordandomi che non è la sede opportuna per parlare di politica, spulcia nel suo cassetto e mi mette sotto il naso la macchia di Rorschach che vedete di seguito.

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“cosa vede?” mi chiede.
“un vaso, dottore” rispondo sconsolato
spaziotempo – la prima puntata. buona lettura
Ebbene sì… la febbre mi ha fatto partorire questa piccola storiella (in 3 puntate, oggi la prima). Buona lettura.
“spaziotempo“ – Puntata I / III
- in discoteca -
Si confondeva con quei repressi incapaci.
il movimento strozzato in pancia e la paura di muoversi, gli altri
ma chi glielo fa fare, pensava. E’ una condanna, anzi peggio
è una loro scelta, dannati.
ma non lui. nemmeno per un’attimo. in quel tempo (dieci minuti da un’ora)
godeva il contatto del muro ruvido dilatato dalle vibrazioni
del tempo che un perdigiorno dall’altare del suo fallimento si
illudeva di governare.
lui la musica la conosceva, lui.
“hai bevuto tanto, eh?!” – il giusto.
ma anche le bruciature di sigarette sui dorsi delle mani
un calore pieno al cuore, e non sorrideva per non commuoversi.
cellule al tempo di musica in pista, agglomerato di carne calda, viscida e salata
pausa finita riprende a ballare. l’odore del sudore. la musica, il movimento e null’ altro.
e poi arriva sempre quel pezzo. si blocca, si gela i muscoli e le pupille
si stringono in un turbine. con i polpastrelli cerca il muro trovandolo.
troppi ricordi risalivano nella sua coscienza, impossibile coordinare i movimenti
a quel punto, con la testa tanto piena.
lui la musica la conosceva, lui…
– “hai bevuto tanto, eh?!” – il giusto
…e quella melodia non poteva ballarla
– “il giusto”, rispondo
– lei: ”senza il muro dietro cadresti”
le sorrido, annuisco, cin cin e mi prende la mano per trascinarmi in pista.
ragazza, ma chi ti conosce?!
ritraggo il braccio e lei stupenda mi chiede scusa e balla. per me.
gli altri, dannati, mi lanciano furtivi sguardi e sanno che non potranno mai ambire
nemmeno nei loro sogni a tanto. continuano a farsi del male. li abbraccerei se solo
vivessimo in una società altra da questa.
e lei sinuosa si muove in penombra, ombra cinese con le braccia aperte e il mento
sollevato a cercare aria ed accecarsi di luce.
era davvero il momento di uscire di scena e trovare uno straccio di pace.
solo il tempo di spostarle i capelli dall’orecchio e sussurare
il mio pensiero alla solita giovane sconosciuta
– “ti muovi male sulla musica”
il solito sguardo al quale ormai ero abituato, poi d’ improvviso abbozza una delle solite
peggiori espressioni che quando eravamo bambini abbiamo imparato ad appiccicarci in faccia
nel tentativo di difenderci ferendo.
– “lasciati penetrare dai suoni, almeno più facilmente che dagli uomini”
Finse di non capire, continuò a fingere di ballare; la reazione più scontata.
uscendo rivolgo l’ ultimo sorriso ai dannati, ai più intrepidi di loro, stanotte, forse,
potrà andare bene. potranno godere della sua vendetta.
il guardaroba mi mette sempre tristezza, tanti cappottini tutti ammassati insieme,
di persone che non si conoscono… mi hanno fatto marcire parti del cervello con certi documentari sull’ olocausto
evidentemente somministratimi troppo presto.
la guardarobiera mi strappa dalle mani il numerino e ritorna abbracciata al mio giaccone,
sono sudato e la sciarpa è d’obbligo, avrei dovuto portarla. maglione sulla bocca, pugni stretti
e corsa fino alla macchina, mi chiudo dentro, il freddo più freddo; la discoteca, un ricordo lontano.
chiudo gli occhi un’istante afferrando quel fischio primordiale perpetuo nella testa,
il suono dell’universo che si espande.
e io ci sono in mezzo.
la prossima puntata uscirà un giorno di questi
mastella, stellina, la notte si avvicina (e temo sarà lunga)
[ mi pare superfluo specificare che E' VIVAMENTE CONSIGLIATO UNIRE LE PRIME LETTERE GRASSETTATE dell' intervento!]
Odio, già noto, indistintamente parlamentari, assessori e sindaci. Essi hanno abbellito i loro grandi orticelli; vincendo elezioni raggirano noi onesti cittadini. Hanno esagerato stavolta: italiani, meglio evitarli rimanendo impassibili, testardamente astensionisti.
come puoi difenterti quando il nemico è il tuo paese?
nessuno di noi è al sicuro quando si comincia a derogare ai principi fondamentali del diritto.
il
29 febbraio 2008 uscirà nelle sale “rendition – detenzione illegale” . Per ora vi dico solo di segnarvi questa data e di NON aspettare il 30 per andarlo a vedere.
Da due anni circa con Amnesty International andiamo dicendo quanto vi sarà riportato da questo film. E’ tutto sconvolgente quanto inquietantemente REALE.
Tornerò nei prossimi giorni su questo argomento fornendovi dei dati circa le cosiddette “extraordinary rendition” e il film.
La società del terrore globale sta segnando soltanto i suoi primi passi. L’essere informati farà la differenza e, forse, ci salverà.
Conoscendo in maniera abbastanza approfondita la tematica, ho serie difficoltà a vedere già solo il trailar… metto già in conto qualche ulcera provocata dal film.
Ci risentiamo presto su questo ed altro.
Buona domenica e inizio settimana a tutti
Il sito ufficiale del film “Rendition – detenzione illegale”
Cosa sono le rendition di cui si parla nel film “Rendition – detenzione illegale”?
la mole a forma di chiave 2008. chissà il portachiavi quanto sarà grosso. e comunque perderei entrambi ugualmente
[ mi pare superfluo specificare che E' VIVAMENTE CONSIGLIATO UNIRE LE PRIME LETTERE GRASSETTATE dell' intervento!]
Talvolta essere studenti significa essere rapinati ai musei. Una soluzione efficace: ingresso gratuito riservato a tutti, intendo studenti poveri e ricchi. Gratis, libero ingresso, sarebbe tuttavia utopico, dovremmo entrare nascondendoci totalmente invece.
(lo)piccoli padrini crescono
[ mi pare superfluo specificare che E' VIVAMENTE CONSIGLIATO UNIRE LE PRIME LETTERE GRASSETTATE dell' intervento!]
… leggete ogni pizzino intercettato con cui onorò [Lopiccolo] ogni siciliano. Io credo rappresentino esempi di elevata, inestimabile letteratura postmoderna avanguardista. Decisamente ritengo impossibile negare o dissimulare incontrovertibili contaminazioni o paragoni pasoliniani, ovviamente leziosamente attualizzati.
La cattura degli eredi di Provenzano
ritalin e psicofarmaci ai bimbi, per il loro bene
[ mi pare superfluo specificare che E' VIVAMENTE CONSIGLIATO UNIRE LE PRIME LETTERE GRASSETTATE dell' intervento!]
Nonni o anche genitori lascino intervenire psichiatri specializzati in caso osservassero fantasia acuta, repentine manifestazioni affettive, creatività in più espressa rumorosamente. Bene, i molti bimbi irrequieti sarebbero ometti molto mansueti iniziando naturali intense somministrazioni terapeutiche ritenute a torto immorali. Compresse, o medicine equivalenti, conferirebbero ai ragazzini allegria moderata e loquacità limitatamente educata.
per approfondire:
Ritalin, l’ anfetamina dei bambini
Psicofarmaci ai bambini italiani. Alcuni dati scorporati per regione
la butto lì… la Bhutto è morta perchè SAPEVA?
[ mi pare superfluo specificare che E' VIVAMENTE CONSIGLIATO UNIRE LE PRIME LETTERE GRASSETTATE dell' intervento!]
Bush, il nostro leader assoluto, diventerà eroe nazionale eliminando selettivamente, tra altri terroristi, Osama, ultimo criminale credente islamico sovversivamente operante; e libererà il mondo intero neutralizzando attacchi terroristici orditi da Al-quaeda (un nucleo antiamericano, sono pericolosi islamici armati!).
l’ ascesa di Feuerbach in pianura
[ mi pare superfluo specificare che E' VIVAMENTE CONSIGLIATO UNIRE LE PRIME LETTERE GRASSETTATE dell' interveto!]
Siamo italiani, amiamo magnare o comprare inutili oggetti che hanno etichette, ma a Napoli gente incivile ammucchia monnezza ovunque. Evitando laute abbuffate come anche moderando, ostinatamente ribadisco, ripetuti acquisti, sicuramente interverrà naturale una totale risoluzione; e dopo incantesimi in Milano, magicamente osserveremo Napoli diventare immediatamente zona immacolata, aromatizzata.



